costumi
e accessori scenico a cura di Antas Teatro
con
la collaborazione di Mariano Corda
direttore
di produzione Stefano Farris
“All’epoca,
i pochi superstiti si rifugiarono sulle montagne, nei punti più alti
dell’isola, quelli meno toccati dall’acqua.
Erano
terrorizzati, in attesa della prossima onda. Sarebbe arrivata, ne
erano certi. Allora scoprirono i trampoli.
Le
nuove, lunghissime gambe, permisero a questa piccola comunità di
sopravvissuti di sopportare il peso della paura ed anche quello
dell’attesa. Diedero forma e stile alla loro quotidianità, un po’
più in alto, aspettando l’onda.”
Col
passare del tempo prese vita però un gruppo di antagonisti eretici
“is musnautas” (musici natanti), i quali rifiutando la tradizione
(dei “trampidones”), pensavano bisognasse contrastare l'onda
futura in modo più radicale e per questo inventano… il nuoto
“diplofonico” (per comunicare sott'acqua grazie a boccagli sonori
tele armonici).
Sarà
Josto, il giovane figlio dei “trampidones”, col suo interesse per
la musica e la sua astuta determinazione, l’ago della bilancia
della nostra storia strampolata, riuscendo infine a far incontrare le
due comunità antagoniste.
Arriverà
l'onda?
Prendendo spunto da recenti e tuttora semi sconosciute scoperte
archeologiche, lo spettacolo si presenta come un'opera di
impertinente divulgazione scientifica, percorsa da pungente ironia e
sorprendenti trovate spettacolari.