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RIOMURTAS

Una storia di guerra, amore e nessuna scelta

 

Tratto da una storia vera rielaborata da Anselmo Spiga

scrittura scenica e regia Giacomo Casti

con Giulio Landis

Musiche originali ed esecuzioni dal vivo di Massimo Sciola, Gianni Fozzi, Cristiano Poddie, Giovanni Mameli, Daniele Ucchesu

Filmato di Ennio Madau

Produzione Antas Teatro

 

Riomurtas, frazione di Narcao, Sardegna, è lo scenario di questa cupa vicenda di guerra.

 

Riomurtas, piccolo borgo minerario del Sulcis, durante gli anni culminanti della Seconda Guerra Mondiale è un piccolo mondo composto da minatori, soldati richiamati, familiari dei lavoratori e qualche avventuriero. È in questo universo che si compie la vicenda terribile di un uomo e di una donna, sua moglie, persone comuni vittime di un assurdo destino e costretti ad una tremenda e inaspettata reazione. Nell'attesa che una guerra mondiale finisca, una coppia si trova a fare i conti con il peggiore dei propri incubi, costretta a fare ricorso a tutta la propria disperazione per sopravvivere e proteggere il bene più prezioso: il proprio amore.

 

Alcuni anni fa, il drammaturgo di Antas Teatro, Anselmo Spiga, apprese dalla viva voce del protagonista, un anziano sansperatino, questa storia di guerra, di amore e di dolore, rimanendone profondamente colpito e decidendo di raccontarla in chiave scenica.

A distanza di anni, per una serie di coincidenze, la compagnia ha proseguito le ricerche su questo episodio, cercando la verità storica intorno ad un episodio che, oggi, presenta più di un punto oscuro. Nonostante un lungo lavoro d’archivio al momento non risultano tracce precise e inoppugnabili di questa vicenda, così come venne raccontata oralmente dal protagonista. Attraverso un lavoro documentaristico e di inchiesta svolto sul territorio, dalla memoria collettiva del paese di Riomurtas e di Narcao, hanno iniziato ad affiorare le memorie di un anno terribile, del racconto delle violenze subite da alcune donne, di un momento storico confuso e di smarrimento come sono stati gli ultimi anni della seconda guerra mondiale.

Grazie anche alle riprese video di Ennio Madau, questa storia non perde nulla del proprio valore terribile e universale e, seppur all’interno di un’ipotesi di veridicità chiama ognuno di noi a confrontarsi con le proprie paure e le proprie speranze

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